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Soltanto pubblicità?

di Stefano Bianchi

Fiore all’occhiello del Castello Sforzesco, a Milano, la Civica Raccolta delle Stampe nasce nel 1927 dalla volontà del collezionista e mecenate Achille Bertarelli. In 80 anni di storia, grazie a donazioni e acquisizioni, la Bertarelli comprende oggi 1 milione di opere che spaziano dai fogli dei maestri incisori alle stampe documentarie, fino alla grafica della pubblicità. 115 "affiches", della spettacolare raccolta ma anche di collezionisti privati e gallerie d’arte, sono l’incanto visivo di Soltanto pubblicità?, mostra che si concentra sui vari aspetti della grafica pubblicitaria e della grafica d’arte. Ciò che ogni giorno, da oltre un secolo, vediamo scorrere dinnanzi agli occhi quando attraversiamo città e paesi, è comunicazione visiva a larga diffusione. Un fulgore pittorico che nelle Sale Panoramiche del Castello vede susseguirsi manifesti come quelli dell’affichiste Jules Chéret, che all’alba del ‘900 catturò l’atmosfera della Belle Epoque parigina, e quelli di altri professionisti dell’illustrazione quali il moravo Alfons Mucha, il belga Privat Livemont, l’inglese Aubrey Beardsley.

Si passa quindi a Milano, che attorno alle Officine Grafiche Ricordi coagula nello stesso periodo la genialità Liberty di Aldo Mazza, Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich, mentre in Germania si impone l’eleganza stilizzata dello Jugendstil. E perfino le avanguardie artistiche vedono nelle tecniche grafiche possibilità espressive pressochè infinite. Ecco, allora, le dinamiche pubblicità Campari del futurista Fortunato Depero, gli influssi cubisti, déco e “novecento” ben assimilati da Nizzoli e Sepo. Di grande suggestione, poi, il settore della mostra che inquadra l’immediatezza e l’essenzialità del messaggio pubblicitario negli anni del dopoguerra. La sintesi immagine/testo viene visualizzata nei manifesti pre-Pop di Max Huber, in quelli essenzialmente efficaci di Bruno Munari, nelle rivoluzionarie pubblicità per Borsalino e Punt e Mes griffate Armando Testa. L’ultima sezione, accattivante, dialoga di quella grafica d’arte che a partire dagli Anni ’60 si rifà alla pubblicità: coi “décollages” di Mimmo Rotella, il barattolo di Campbell’s Soup ideato da Andy Warhol, le sensualissime pin-ups di Mel Ramos, il logo della Esso che Mario Schifano sovrappone a quello della Coca-Cola, il logo LOVE tratteggiato da Robert Indiana. Fino alla sintesi ideale dell’apoteosi pubblicitaria: l’Uomo con pennello di Emilio Tadini. Senza volto, incravattato, che immaginiamo appoggiato a una superficie di specchio. Che dipinge promozionando se stesso e ingannando chi lo osserva.

Soltanto pubblicità?
Affiche, Visual Design, Pop Art
Fino al 20 aprile, Castello Sforzesco, Cortile della Rocchetta, terzo piano – Sale Panoramiche, Milano
tel. 0288463700
Catalogo Skira Editore, € 49


www.inbertarelli.com

Foto: Armando Testa, Punt e Mes, 1960, Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
Mel Ramos, Chiquita, 1978, Galleria pluraebello, Milano
Marcello Dudovich, F.lli Sanguinetti, 1905, Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

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