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Jasper Johns: Gray

di Redazione

Fate questo esperimento. Cercate su Google nome e cognome: “Jasper Johns”. Dopo mezzo secondo vi apparirà Flag, la bandiera americana che l’artista dipinse nel 1954. Jasper Johns deve la sua celebrità proprio a quel vessillo esposto al MoMa di New York, che ora potete ammirare assieme alla retrospettiva a lui dedicata al Metropolitan Museum of Modern Art, qualche miglio più in là. Massiccia e imponente, Jasper Johns: Gray esibisce 120 fra dipinti, stampe, sculture, disegni. Tutti inediti. Un consiglio: dopo esservi riempiti gli occhi coi colori vivaci della bandiera, preparatevi a tutto un mondo monocromatico. È il grigio, infatti, il protagonista di questa mostra. Utilizzandolo, Jasper Johns ne esplora le infinite possibilità su qualunque tipo di superficie: legno, tela, piombo. Il grigio, colore più ambiguo della scala cromatica, sarà la sua ossessione per ben 5 decadi: enfatizzando, attraverso i media più svariati, una nuova sensualità (così poco vicina a questo colore); evocandone tutta la freddezza (proprietà tipica del grigio). Il percorso espositivo inizia dagli Anni ‘50 con False Start e Jubilee, Canvas e Coat Hanger. Dopodichè, l’artista si mette ad attraversare i Sixties col medesimo colore. E le sue opere diventano sempre più materiche e tattili.

Dagli Anni ’80 fino a oggi, il grigio si posiziona in alcuni lavori sulla plastica, ma i veri capolavori sono Racing Thoughts (‘84), Winter (‘86), Beckett (2005), Within (2007). Vien da chiedersi se la stretta di mano con Robert Rauschenberg sollecitò in Johns la scelta del grigio, visto che da quell’incontro folgorante (in una grigia giornata invernale del ’59) ebbe inizio il contatto col mondo artistico newyorkese che lo condurrà alla galleria di Leo Castelli. O magari fu il successo del dipinto Gray Number (’59) a insinuare in lui la grigia ossessione? Se nel pensiero comune il grigio è mediocrità, rumore di fondo. Se la vecchiaia è segnata dal grigiore, e la religione ne dà un significato di lutto con le ceneri, Jasper Johns si spinge oltre i limitisociali” ed acquisiti del grigio. Ne esplora la nobiltà e la sobrietà, superando anche il limite umano che normalmente distingue in media 16 tonalità di grigio. Solo lui è riuscito a regalarci la lussuria e il caldo in un colore che di per sé è casto e lontano da qualsiasi interpretazione passionale. Nella sua pittura, il maestro americano lascia che sia il nostro cervello a dare uno spazio più ampio a quelle limitate 16 tonalità. E sarà la nostra “materia grigia” a rivelare tutti i segreti di un colore troppo spesso definito “bianco sporco”.

Jasper Johns: Gray
Fino al 4 maggio, The Metropolitan Museum of Art, 1000 Fifth Avenue, New York
tel. 001-212-5357710
Catalogo The Art Institute of Chicago, $ 65


www.metmuseum.org

Foto: Savarin, 1977-81, The Art Institute of Chicago
Racing Thoughts, 1984, The Robert and Jane Meyerhoff Collection, Phoenix, Maryland
Jubilee, 1959, collezione privata
© Jasper Johns/Licensed by VAGA, New York, NY
Photo: Jamie M. Stukenberg/Professional Graphics Inc., Rockford, Illinois





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