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Héros - D'Achille à Zidane

di Matteo Castelnuovo

L’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi, è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è di fatto Bruce Wayne. L’Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker: deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman: Superman è nato Superman. Clark Kent è la critica di Superman alla nostra società…“. Nell’efficace monologo del film Kill Bill Vol. 2 diretto da Quentin Tarantino, David Carradine illustra il concetto fondamentale della filosofia dei supereroi. Pensiero che aderisce perfettamente alla mostra parigina Héros - D’Achille à Zidane, che parte dall’eroe indispensabile alla società umana. La quale valorizza quel senso di speranza e di giustizia tipica del supereroe attraverso forme di comunicazione che si diversificano a seconda del periodo storico. Se a cantare gli eroi epici furono i poeti e gli aedi, gli eroi nazionali hanno potuto contare sugli storici, mentre quelli moderni fanno riferimento ai massmedia. Da questi presupposti, Héros dedica la prima sezione espositiva agli eroi aristocratici che vanno dall’Antichità all’Illuminismo. Fra vasi di terracotta e dipinti, ecco sfilare Achille, Ercole, Alessandro il Grande, Giulio Cesare, Lancillotto. Semidei che esprimono quella forza necessaria a salvare una comunità in pericolo, messi da parte con l’avvento dell’assolutismo dopo essere stati celebrati da Romani e Cristiani.

Con le turbolenze rivoluzionarie del 18° secolo, la seconda sezione vede l’eroe rivitalizzarsi e valorizzarsi con quelle azioni esemplari che diedero vita alla storia di Francia. Tra gli “eroi nazionali”, hanno modo di distinguersi Napoleone, Giovanna d’Arco, Vercingetorige, Carlo Magno e tanti altri. Con le 2 guerre mondiali, poi, la figura eroica viene traslata e trasportata nella Resistenza, che appare come l’ultimo baluardo dell’eroe nazionale, ispirando quel senso di patriottismo che sacralizza le vittime facendole assurgere allo “status” di immortali superuomini. La terza sezione, dedicata agli “eroi universali e mondiali”, è ambientata in un periodo storico che va dal 1945 ai giorni nostri. Qui, l’icona dell’eroe di guerra si spegne progressivamente dando il via libera (con l’aiuto di fumetti, radio e tv) a una nuova stirpe di supereroi capeggiata da Superman e infarcita di leggendari personaggi come l’Uomo Ragno, Batman, i Fantastici 4, Captain America. Nomi che sono autentici marchi di salvaguardia per l’umanità, cui vanno aggiunti il mitico James Bond e l’ipertecnologica Lara Croft. Guai, però, se ci dovessimo dimenticare dei grandi eroi in carne e ossa del nostro tempo: Neil Armstrong, l'astronauta che per primo mise piede sulla Luna; il rivoluzionario (politico) Che Guevara; il rivoluzionario (della chitarra elettrica) Jimi Hendrix; il calciatore Zinedine Zidane… Eroi tutt’altro che immortali. La cui fama (o azione provvidenziale) si riduce a una frase scritta in un fumetto o a un goal segnato. Ma che, a loro modo, rispecchiano la nostra società che, fra un colpo di testa e l’altro, sa ancora fare del bene a modo suo.

Héros – D’Achille à Zidane
Fino al 13 aprile, Bibliothèque nationale de France - site François-Mitterrand, Galerie François 1er, quai François-Mauriac, Parigi
tel. 0033-1-53795959
Catalogo Editions de la BnF, € 39


www.bnf.fr

Foto: Mimmo Rotella, Batman, 1968-1998, dono della Fondazione Mimmo Rotella, 2003, Centre Pompidou, Musée National d'Art Moderne, © ADAGP 2007
9-11, September 11th 2001, New York, DC Comics, 2002, collezione privata, © 2001 DC Comics
Ian Fleming, Casino Royal – James Bond 007, Paris, Plon, 1964




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