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Baj. Dame e Generali

di Stefano Bianchi

Dame e Generali. Due classici, nell’arte surreale e dissacratoria di Enrico Baj (1924-2003). Ornatissime & Onoratissime (le prime); Antimilitaristi & Antibellicisti (i secondi). Personaggi goffi, caricaturali, minacciosi, fatui, sarcastici. Frutto dell’assemblaggio di stoffe, passamanerie, bottoni, medaglie, pizzi. Alle Dame e ai Generali è dedicata la retrospettiva milanese dell’artista che più d’ogni altro affidò il proprio talento al gioco combinatorio dei materiali: dai cordoni, ai vetri colorati; dagli specchi spezzati e ricomposti, agli intarsi; dalle ludiche porzioni di Meccano, ai mattoncini Lego. In un geniale miscuglio di gioiosa follia, impegno civile, un po’ di Pop Art. La mostra, ispirata a uno dei più significativi libri d’artista di Baj, quel Dames et Généraux del 1964 che racchiudeva acqueforti, poesie del surrealista francese Benjamin Péret, un saggio introduttivo di André Breton e una pagina concettualmente composta da Marcel Duchamp, svela la capacità di trasformare qualsiasi cosa in qualsiasi altra, puntando sull’interpretazione ironica della realtà.

Dal primo Generale, partorito nel ’60 da una delle Montagne che prendono un aspetto umano volgare e brutale (tipico del più vile e imbecille potere), ne deriveranno tanti altri che pagheranno pegno a François Rabelais, Alfred Jarry, ma soprattutto all’emblematica figura dell’Ubu Roi. Un piccolo, sgangherato esercito che sublimerà la lezione espressionista brandendo una denuncia forte, chiara, giammai volgare. Le Dame, partners naturali di quei decorati fenomeni da baraccone, sfoggiano invece con garbo tutto femminile i loro orpelli e le loro crinoline. Tentando inutilmente di mascherare il loro vuoto apparire, sottolineato da nomi altisonanti: Marceline Desbordes Valmore, Madame Candida Dardalla Rodriguez, Marie Touchet Dame de Belleville… Enrico Baj, in sostanza, ricompone il binomio maschio-femmina: se le sue Dame indossano chilometrici nomi-scioglilingua, i suoi Generali ostentano luccicanti medaglie al valore che giammai si sono meritati. E i volti delle une e degli altri sono gli specchi di uno strapotere economico e militare duro a morire. Facce che, a guardarle dritto nei loro occhi-bottoni, ci strappano perfino un sorriso.

Baj. Dame e Generali
Fino al 15 marzo, Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea, via Tadino 15, Milano
tel. 0229419232
Catalogo Skira Editore, € 49


www.fondazionemarconi.org

Foto: Mary Augusta Arnold Ward, English writer, 1974
Generale, 1961
Lady Fabricia Trolopp, 1964


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