Coolmag - art

Barbara Kruger
Tullio Crali
Venere Michelangelo Pistoletto
home - art




Il futuro del Futurismo

di Giorgia Gazzuola

Oltre il futuro. Oltre la tecnologia. Oltre la simultaneità. Oltre la velocità. Tutto questo è in mostra a Bergamo, sottolineato dal titolo Il futuro del Futurismo. 200 opere per scoprire cosa è venuto dopo la prima avanguardia storica del '900: il movimento Futurista fondato da Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). Da Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Severini, Depero; a Hirst, Warhol, Haring, Fontana, Nauman, Pistoletto, Tuttofuoco… Da quel rivoluzionario Manifesto fatto di Aeropitture e Parolibere, al Manifesto del Capitalismo. Ciò che è avvenuto, è stato il passaggio di testimone per poter (ri)alimentare la ribellione, la volontà di fare scandalo, l’evoluzione dell’arte. Suddiviso in 9 sezioni tematiche non cronologiche (Al Futurismo rivisitato, All’energia metropolitana, All’anarchia della tradizione, All’estetizz/azione della politica, Alla società dello spettacolo, All’umano troppo umano, Al tempo con la tecnica, Alla vita che corre, All’immaginazione senza fili), il percorso espositivo affianca il seme che anima le opere dalla sponda futurista a quella pop e concettuale.

Perché il Futurismo non è solo pittura e scultura, ma molto di più. È arte in senso lato. Compresa la danza, il cinema, la fotografia. Ed è il sogno di un futuro di tecnologia e innovazione, velocità e istantaneità, cambiamento e scandalo. Senza alcuna remora. A dimostrarlo, sono le opere di Boccioni, Balla e Carrà poste a fianco ai graffiti di Keith Haring, alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, alle sculture di Maurizio Cattelan, ai tagli di Lucio Fontana, agli Achrome di Piero Manzoni, ai manifesti del cinema lacerati di Mimmo Rotella, ai quadri “optical” di Enzo Mari, agli “spin paintings” di Damien Hirst. Un doppio salto mortale, senza dubbio, che pone questa mostra fra le più audaci e più illuminate, proprio nel (quasi) anniversario del centenario dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo sul quotidiano parigino Le Figaro: 20 febbraio 1909. In più, Il futuro del Futurismo ospita una serie di iniziative collaterali per un approccio multidisciplinare: conferenze e incontri con artisti, la rassegna GAMeCINEMA in collaborazione con Lab 80 Film, progetti didattici. Il tutto all’insegna di un evento italiano consacrato alla “rivoluzione italiana” futurista. Senza la quale, l’arte contemporanea non sarebbe ciò che è stata ed è. Perché il futuro è adesso.

Il futuro del Futurismo
Dalla “rivoluzione italiana” all’arte contemporanea. Da Boccioni a Fontana a Damien Hirst
Fino al 24 febbraio 2008, GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, via San Tomaso 53, Bergamo
tel. 035270272
Catalogo Electa, € 35


www.gamec.it

Foto: Barbara Kruger, Untitled (Good), 2001, Collezione Tullio Leggeri, photo: Roberto Marossi
Tullio Crali, Incuneandosi nell’abitato, 1939, Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, photo: Archivio Fotografico Mart
Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci, 1967, Collezione privata, Napoli, photo: Paolo Pellion, Torino


stampa

coolmag