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Richard Avedon - Photographs 1946-2004

di Redazione

Occhi vivaci, quelli del newyorkese Richard Avedon. In continuo movimento. Alla ricerca della perfezione. Di dettagli da raccontare: talmente piccoli da essere ingombranti. A Humlebæk, una trentina di chilometri da Copenhagen, il Louisiana Museum for Moderne Kunst ospita una grande retrospettiva dedicata al maestro della fotografia. 250 scatti che ne riassumono il percorso artistico: dai reportages all’ultima foto scattata alla vocalist islandese Björk, nel 2004, poco prima di morire a 81 anni. Giovanissimo fotografo nella Marina Militare statunitense, professionista a partire dagli Anni ’40, Richard Avedon inizia a collaborare con le riviste di moda. Ma il bisogno di approfondire i segreti della “scatola nera” lo spinge a iscriversi al corso di fotografia alla New School for Social Research, tenuto da Alexey Brodovitch, direttore di Harper’s Bazaar. L’incontro folgora entrambi: Avedon diverrà il nuovo direttore artistico del magazine e dedicherà al suo maestro il primo volume fotografico: Observation. Nel 1963, dopo la nomina a direttore artistico di Vogue, pubblica Nothing Personal: per la prima volta, l’attualità dello stato dei diritti civili di una parte d’America è protagonista; così come le foto in Times Square scattate il 22 novembre, giorno dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Reporter raffinato e stilista dell’obiettivo, Avedon taglia e cuce le proprie immagini come Dior, e nel ‘55 realizza Dovima, splendido bianco e nero di una modella dalla pelle di ceramica ritratta fra 2 elefanti dall’epidermide accartocciata dal tempo e dalla natura.

Negli Anni ’70 e ’80, è il fotografo delle celebrità: raffinato nei toni leggeri delle donne, spigoloso nei ritratti maschili. Essere lì, al posto giusto nel momento giusto (come sotto al Muro di Berlino in quel novembre dell’89) è la missione “avedoniana”. Si tratti di un caldo e accogliente studio fotografico di New York, per ritrarre Marylin Monroe; o di un freddo e ostile ospedale psichiatrico per scattare gente comune. L'icona del rock Patti Smith pare disarmata e nuda davanti al banco ottico; Marylin sembra volerci dire qualcosa nelle pose in bianco e nero (chissà se urlava il suo disagio di vivere, o desiderava un bicchiere d’acqua fra uno scatto e l’altro). E poi Elton John, immortalato nell’eccesso dei suoi chili e negli strampalati vestitini da donna griffati Versace; Kate Moss nuda, che ci chiama sul set per sussurarci qualcosa all’orecchio; Stephanie Seymour, che ci mostra proprio "quella cosa lì" sollevando l’abito di Comme Des Garçons, e qualche anno dopo il medesimo vestito diviene rotondo sulla pancia di una bellissima, prossima maternità; la sublime, dannata Janis Joplin, che sorride chissà a quale assistente di studio; Marella Agnelli, quasi un ritratto “à la” Modigliani; Maria Callas che non sorride come sempre, e Andy Warhol che mostra i segni sullo stomaco di quei 5 proiettili miracolati; Jean Paul Gaultier che fa le corna e Rudolf Nureyev nudo, su fondo bianco, a mostrarci il più intimo dei muscoli. È il mondo di Richard Avedon, signori. Fatto di persone comuni che per una volta diventano famose. E di famosi che in realtà sono comuni. Rumorose, raffinate foto. Entrate nel mito.
 
Richard Avedon – Photographs 1946-2004
Fino al 13 gennaio 2008, Louisiana Museum for Moderne Kunst, Gl. Strandvej 13, Humlebæk
tel. 0045-88435052
 
 
Fino all'8 giugno, FORMA, Centro Internazionale di Fotografia, piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
tel. 0258118067
Catalogo Contrasto, € 65

www.formafoto.it
 
 
CoolMag Tube: it.youtube.com/watch?v=aR9Gfw-dBBo

Foto: Richard Avedon, photographer, Provo, Utah, August 20, 1980
Björk, musician, New York, June 2, 2004
Veruschka, model, dress by Kimberly, New York, January 1967
Photograph Richard Avedon, © 2007 The Richard Avedon Foundation







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