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Le Nouveau Réalisme

di Stefano Bianchi

Giovedì 27 ottobre 1960. I Nouveau Réalistes hanno preso coscienza della loro singolarità collettiva. Nouveau Réalisme = nuovi approcci percettivi del reale”. Scritto e firmato sopra un foglio blu dal critico d’arte Pierre Restany a casa di Yves Klein, rue Campagne-Première, Parigi. Seguono le firme di Arman, Villeglé, Martial Raysse, Tinguely, Hains, Yves le monochrome, Spoerri-Feinstein, Dufrêne. La Déclaration constitutive du Nouveau Réalisme sancisce il “de profundis” della pittura gestuale e materica. L’Arte, disintegrato il cavalletto, si fonde al realismo metropolitano e industriale, si mette a fornicare con la società dei consumi e coinvolge il pubblico spremendo “happenings” di derivazione surreal-dadaista. A casa di Klein, mancano Mimmo Rotella e César: ma saranno presenti alle successive manifestazioni del gruppo che fagociterà Niki de Saint Phalle e Gerard Deschamps nel ’61, Christo nel ’63. Le Nouveau Réalisme, retrospettiva/kolossal in scena a Parigi e dal 9 settembre al 27 gennaio 2008 allo Sprengel Museum di Hannover, è un ghigno beffardo e un bacio in bocca; uno strappo e un cozzar di lamiere. Apoteosi dei Nuovi Realisti: il Festival du Nouveau Réalisme, 13 e 14 luglio ’61, Nizza, Galerie Muratore e Abbazia di Roseland; Le festival informel, 8 febbraio/metà marzo ’63, Monaco di Baviera, Neue Galerie. Tutti insieme. Appassionatamente. Scandalosamente. Poi, i folli/geniali/iconoclasti artisti proseguiranno ognuno per conto proprio. Senza dimenticarsi, però. Restando in contatto. Producendo arte per stupire. Si ritroveranno a Milano, nel novembre ’70 alla Rotonda della Besana, per festeggiare i 10 anni del movimento con un’Ultima cena a base di cibi/opere d’arte. Sempre e comunque, dall’inizio alla fine, si sono rivelate eclatanti le opere dei Nouveau Réalistes.

Le lacerazioni degli “affichistes”: manifesti rubati alla strada, sovrapposti, incollati e poi strappati da Mimmo Rotella, che cozza contro la pubblicità, Cinecittà e Marilyn Monroe; da Jacques Villeglé e da François Dufrêne, che scarnificano la carta sino a renderla crogiolo di segni astratti. Il gesto e l’impronta di Yves Klein: monocromi, l’inimitabile Blu Klein. Le compressioni d’acciaio e lamiere marchiate César. I monumentali “impacchettamenti” di Christo. I cigolanti ingranaggi di Jean Tinguely. Le accumulazioni di Arman: violini disintegrati, spazzatura cristallizzata, oggetti che soffocano imprigionati dentro teche. E nelle teche, Gerard Deschamps imprigiona frammenti di tessuto, corsetti, foulards. Mentre Daniel Spoerri consegna all’eternità rimasugli di cibo, mozziconi di sigarette, luride stoviglie, bicchieri sbavati. E Niki de Saint Phalle, in modo rituale, martirizza le tele prendendole a fucilate di colore. Raymond Hains, invece, estrae dal taschino pacchetti di fiammiferi e li ingigantisce. Martial Raysse, infine, è il più Pop di tutti: con le sue plastificate “sculture” che profumano di detersivi e massaie igieniste, quei ritratti di donne da rotocalco francese, l’installazione Raysse Beach con le pin-ups, il juke-box, la sabbia. Che chiude, simbolicamente, la retrospettiva nella Ville Lumière. Dopo avere narrato, per filo e per segno, la sconvolgente modernità del Nouveau Réalisme.

Le Nouveau Réalisme
Fino al 2 luglio, Galeries nationales du Grand Palais, entrée square Jean Perrin, Parigi
Tel. 0033-1-44131717
Catalogo Éditions de la Réunion des musées nationaux/Centre Pompidou, € 49


www.rmn.fr/nouveau-realisme/

Foto: Raymond Hains, Saffa, 1964, collezione privata, Parigi, courtesy Galerie Georges-Philippe et Nathalie Vallois
Gérard Deschamps, Trois Lichtenstein = Un Deschamps, 1965, collezione privata, Parigi, courtesy Galerie Georges-Philippe et Nathalie Vallois
César, Compression “Ricard”, 1962, MNAM, Parigi
© SP. RMN
© ADAGP, Paris 2007


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