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Face To Face
Marilyn Monroe by Erwitt
Iguana marina by Salgado
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Ritratti. Facce. Foto.

di Redazione

«Un ritratto! Cosa potrebbe esserci di più semplice e più complesso, di più ovvio e più profondo» (Charles Baudelaire)

Il ritratto di un mondo che scompare, il ritratto di un uomo in mezzo ad altri uomini, il ritratto di una società che non ha più bisogno di essere ritratta…


Faccia a Faccia
Catalogo Contrasto Editore, € 55


«In un’epoca d’immagini patinate di florida bellezza, dove il mito dell’eterna giovinezza è a portata di mano grazie a barili di creme e colpi di scalpello, non dovrebbe sorprendere che la nuova generazione di fotografi tenti di ritrarre il volto in modi del tutto inediti». Così William Ewing, curatore della collettiva Faccia a Faccia delinea la situazione della ritrattistica fotografica contemporanea, che sostituendo la chiarezza con l’ambiguità e il realismo con l’iperrealismo fa vacillare il concetto di “fedeltà” della foto. Il ritratto si focalizza più sullo svelato che sul nascosto, sulle apparenze che sulle sostanze; avvicinandosi, non senza ironia, all’800, quando ebbe l'ardire di "mostrarsi" in un mondo non ancora assuefatto dalle immagini. Gli artisti in esposizione, esplorano nuove e audaci tecniche realizzando visi seducenti, spaventosi, emozionanti, certamente mai scontati. Facce che sembrano di cera, porcellana, pietra o silicone, fuorché di carne e ossa. Bambole che paiono donne e donne manichini, “avatar” col lucidalabbra e “mannequins” celate da maschere. Volti che sembrano reali, ma non esistono. Ritratti magici e misteriosi.


Elliott Erwitt: Io e gli altri

Cogliere l’insolito nel quotidiano. È lo stile inconfondibile di Eliott Erwitt, che traduce in immagini il suo sorriso, il suo humour, il gusto del paradosso e la tenerezza. Sono 80 i ritratti e gli autoritratti scattati nella sua lunga carriera che svelano il volto di uno dei più celebrati e apprezzati fotografi contemporanei. Inediti e classici si alternano alle pareti, strappando sorrisi e commozione: dal primo piano di Jacqueline Kennedy al funerale del marito John Fitzgerald, al cane sorpreso in un improvviso e buffo salto; da Kruscev e Nixon a Mosca nel 1959, a una giunonica Marilyn Monroe sul set del film Gli spostati; da Fidel Castro all’apice della fama, a una radiosa Grace Kelly. Gente comune e stelle del cinema e della politica, ritratti e autoritratti, indagano quel rapporto mai del tutto chiarito tra chi fotografa e chi è fotografato. Tra l’io e gli altri.


Sebastião Salgado. Genesi

Tra le dune dei deserti, su isole sperdute, fra ghiacci polari, nelle intricate foreste pluviali, Sebastião Salgado cerca le origini del mondo. Ultime immagini del pianeta allo stato puro. Nel parco del Virunga in Rwanda, sulle isole Galapagos, nei deserti della Namibia, con le balene della Patagonia, con gli indiani Alto Xingu del Mato Grosso, ciò che Salgado fotografa non è solo natura, ma rappresentazione del senso della vita. Come uno sciamano, si muove in luoghi incontaminati e non ancora raggiunti dall’autodistruzione della società contemporanea riuscendo a vedere oltre l’apparenza e utilizzando la macchina fotografica come un magico bastone. Porta avanti da anni Genesi, ponendosi l’obiettivo di mostrare le origini del nostro tormentato pianeta. Venti immagini di grande formato che tolgono il fiato per la loro bellezza ricordandoci che dall’acqua, dalla terra e dal fuoco milioni di anni fa scaturì la vita.

FORMA, Centro Internazionale di Fotografia, piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
tel. 0258118067
Fino al 17 giugno


www.formafoto.it

Foto: La maschera, 2001 © Sarah Leen
Elliott Erwitt, Marilyn Monroe, 1956, New York
Galapagos, Iguana Marina (Amblyrhynchus cristatus), Rábida Island © Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

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