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Julian Schnabel: Paintings 1978-2006

di Stefano Bianchi

Julian Schnabel, in pittura, non utilizza certo il fioretto: «Uso qualsiasi strumento che mi permetta di tradurre i miei impulsi in evidenza fisica», spiega. Quindi: forza titanica, padronanza “epica” del pennello e un’espressività spesso spiazzante da riversare su tele d’imponenti dimensioni. Palazzo Venezia a Roma (e dal 26 giugno la Rotonda della Besana a Milano) accoglie con grandiosa solennità il magniloquente e narrativo dipingere dell’artista newyorkese che ama definirsi “pittore delle caverne” e al contempo “interior decorator”: da un lato, il “primitivo” che s’immerge con furore nel magma cromatico; dall’altro, lo scenografo snob che crea opulenti “restylings” per alberghi, come il recente intervento sul Gramercy Park Hotel di New York. Né va trascurato lo Schnabel regista di cinema con Basquiat (1996), Before Night Fall (2000) e Le Scaphandre et le Papillon di prossima programmazione.

Il suo talento vitale e febbrile, che oscilla fra astrattismo e simbolismo, si focalizza in una trentina di opere posizionate nei 7 grandi ambienti al piano nobile del palazzo. Quattro le tematiche: quadri mastodontici che amalgamano tratti corposi e segni più sfumati; ritratti e autoritratti; Plate Paintings realizzati sulle superfici di frammenti di ceramica; Japanese Paintings con colori a olio su fotografie digitali. Ecco, a sintetizzare l’uragano creativo di Schnabel, il ciclo di lavori del ’90 dedicato alla cantante e attrice francese Jane Birkin; il ritratto in stile Goya dell’attore statunitense Gary Oldman (2005), vestito col tradizionale costume dei toreri iberici; gli autoritratti in cui l’artista, parafrasando Giorgio De Chirico, si immortala “à la façon de Vélasquez”; le opere eseguite su cocci di piatti, dove figure umane spuntano fra solitari tralicci; i dipinti giapponesi, fluidamente capaci di bilanciare astratto e figurativo. Infine, i capolavori Lucio e Buckwheat Pillow che riassumono il caos, il dinamismo e l’irruenza del loro creatore, costantemente impegnato a confrontarsi alla pari con la materia. Fino a leggerne e a dominarne ogni segreto. Anche il più recondito.

Julian Schnabel
Paintings 1978-2006
Fino al 17 giugno, Palazzo Venezia, via del Plebiscito 118, Roma
tel. 0669994319

www.comune.roma.it

Dal 26 giugno al 16 settembre, Rotonda della Besana, via Besana 12, Milano
tel. 0276009085

www.comune.milano.it

Catalogo Skira, € 55

Foto: Untitled (Self Portrait), 2004, courtesy Julian Schnabel Studio
Untitled (Girl With No Eyes), 2001, courtesy Marco Voena, Milano – London
Lucio, 2006, courtesy Julian Schnabel Studio


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