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Lou Reed's New York

di Stefano Bianchi

Cime di grattacieli che bucano nuvole in fiamme. Strade infilzate da luci d’automobili. Fluorescenti tramonti sulla “skyline”. Angoli polverosi di metropoli. Chiatte che sostano sul fiume Hudson. Lou Reed mette da parte il “vicious-rock” ed espone a Milano le sue foto newyorkesi. Ognuna tirata in 9 esemplari, firmata e numerata. Le ha scattate negli ultimi anni: sveglia all’alba, o fuori di casa a notte fonda per intrappolare con l’obbiettivo la New York post 11 settembre 2001. Bella, inusuale, ruvida, appassionante. Prima che scompaia. Prima che qualcuno seguiti ad abbatterne porzioni per costruire nuovi “buildings” senz’anima. Sono andato a recuperare, dopo avere osservato questi luminescenti omaggi alla Big Apple, ciò che Lou Reed mi raccontò 11 anni fa. Era appena uscito l’album Set The Twilight Reeling col brano rivelatore New York Cityman, e lui era da poco entrato per un pugno di minuti dentro Blue In The Face (nella tabaccheria-campiello brooklynese del film di Wayne Young e Paul Auster).

«New York è terribilmente vasta e forte», mi disse. «Influenza il tuo camminare, attraversare la strada, viaggiare nella subway. Le cose, a New York, impari a guardarle seguendo prospettive sconosciute a qualunque altra città. Vitale e appassionata, ti fa sentire parte integrante dei suoi ritmi vitali. La identifico in un crepuscolo che esplode, come quando colpisci un uomo con un pugno. E quello barcolla, senza più difese. New York è eccitante, nel bene e nel male. Ogni giorno ho la percezione che riesca a contenere in sé tutte le cose buone e cattive del mondo». Amante e schiavo di New York. Lo immaginai così, Lou Reed, mentre mi raccontava la pelle della sua città. E sono certo che le sue foto lo rispecchino tale e quale: amante e schiavo. Impossibile poi, non collegare gli scatti al “déjà vu” dei Velvet Underground e di Warhol, a canzoni come Walk On The Wild Side e Coney Island Baby, all’ellepì New York e ad Halloween Parade e Dirty Blvd. A una canzone in particolare, Romeo Had Juliet, che recita: “Infilerò Manhattan in un sacco dell’immondizia con sopra scritto in latino: Difficile non sbattersene di questi tempi. Manhattan sta affondando come un masso, dentro il lurido Hudson”. Croce e delizia, New York è terribilmente bella nelle foto di Lou Reed.

Lou Reed’s New York
Fino al 12 maggio, Galleria ArteUtopia, via Gian Giacomo Mora 5, Milano
tel. 0289055278
Catalogo Lou Reed’s New York, Steidl Publishing, € 50


www.galleriarteutopia.com

www.loureed.org

Foto: The Snapper
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