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Andy: FluorEssenza

di Stefano Bianchi

Colori che esplodono. Rosso, giallo, fucsia, blu elettrico, arancio. Colori acidi. Pitture lisergiche su tela. Facce bordate di nero con l’Uniposca, il pennarello magico della sua adolescenza. E più indietro, nostalgie d’infanzia: libri da colorare. Riferimenti. Consci e inconsci. Virati in “fluo” da Andrea Fumagalli, in arte Andy, ex stratega sonoro dei Bluvertigo che quando meno ve l’aspettate debutterà con un disco solista. Ma intanto, ecco l’asso vincente calato da Andy, il pittore, con le FluorEssenze in mostra a Milano: quadri kolossal sospesi fra sogno hollywoodiano, realtà in provetta, onirica surrealtà. L’AndyPop, volendo leggerlo in superficie, somatizza le icone di Andy Warhol e metabolizza i fumetti di Roy Lichtenstein. Ma sono ispirazioni, nulla più. In realtà, coi suoi psichedelici “patchworks”, Andy by-passa la Pop Art per toccare il nervo scoperto del dipingere “elettronico”, esagerato, videoclipparo.

È uno stile, il suo, che disorienta e concupisce veicolando i fluorescenti cromatismi in 3 precise direzioni: la new wave Anni ’80, scannerizzata negli algidi ritratti dei Kratfwerk, Klaus Nomi, Annie Lennox, Madonna e Devo, con licenza retroattiva al David Bowie post-glam di Aladdin Sane e a quello berlinese di Low. Il Blob dei cartoni animati: la Barbapapà Family, fondo oro, manipolata come un’icona religiosa; Harlock in salsa psycho dark. E, presenze/assenze in altri sognanti intrighi: Peter Pan, Goldrake, Lupin… Cioè piccoli eroi dell’Andy pensiero che tutt’a un tratto si mette a intercettare Alice nel Paese delle Meraviglie. Infine gli “happenings”, ad alto quoziente di visionarietà, che shakerano postmoderno e decadentismo facendo colloquiare Jim Morrison e Dita Von Teese, Greta Garbo e Salvador Dalì, Linda Evangelista e Cupido, mentre sugli sfondi transitano la skyline di New York, stucchi settecenteschi, interni hi-tech, orologi impazziti, fumanti teiere. E poi, ennesimo colpo a sorpresa di Andy, quel retrogusto vintage e futurista che gli fa materializzare dal nulla un grammofono e una 500, un mangiadischi e un monoscopio tivù. Una rosaspinata, perfino: metà fiore scarlatto, metà filo elettrico. Addirittura un armonium, una slot machine, un videogame a gettone, una radio dei Fifties. Oggetti di un passato tutt’altro che "cyber": ricoperti di facce, sguardi, automi, fumetti. Di colori che non la smetteranno mai di esplodere.

Andy: FluorEssenza
Fino al 20 maggio, Stragapede/Perini Contemporanea, viale A. Filippetti 41, Milano
tel. 0287396275
Catalogo Stragapede/Perini


www.stragapedeperini.it

www.fluon.it

Foto: Possibilities
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©Andy

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