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Michael Leavitt
The Little Artists
Joe Fig
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Art Puppets

di Stefano Bianchi

Arte snodabile. Tascabile. Soprammobili da “vernissage”. Che omaggiano l’art system, ma spesso e volentieri lo prendono a schiaffi con velenosa ironia. Sull’onda dei pupazzetti Anni ’60 (G.I. Joe & Barbie) e ’70 (Big Jim), ecco a voi gli Art Puppets. Cioè i grossi calibri dell’arte moderna e contemporanea. Rimpiccioliti. Caricaturizzati. Trasformati in gingilli per adulti. Michael Leavitt, micro-scultore di Seattle, li ha definiti “killer artists that rock our world”. Li realizza a mano, alti dai 6 ai 10 pollici, li espone in giro per l’America e li vende dai 600 agli 800 dollari. Keith Haring, un po’ “cartoon” un po’ Woody Allen, è fra i suoi pezzi più riusciti insieme a Jean Michel - Basquiat che spunta fuori da uno scatolone per “homeless”, a un segaligno Andy Warhol con cinepresa in pugno, a un Salvador Dalì al colmo del kitsch surrealista, a un Pablo Picasso in bermuda e cannottiera.

Il team inglese The Little Artists (John Cake e Darren Neave) parte invece dal Lego. Nel senso che coi leggendari mattoncini costruisce mini-capolavori artistici: Andy Warhol e i suoi dollari pop (325 sterline, tiratura 10 esemplari), Damien Hirst con tanto di squalo in formalina, Jeff Koons e i suoi palloni da basket immersi nell’acquario, Gilbert & George, Joseph Beuys, addirittura l’albero milanese coi pupazzi impiccati di Maurizio Cattelan. Lo statunitense Joe Fig, infine, riproduce in modo iperrealista gli studi d’artista con tanto di maestro in posa o in azione: Roy Lichtenstein placidamente seduto sul divano con adeguato sfondo fumettaro, Jim Rosenquist arrampicato su un’impalcatura mentre dipinge un affresco Pop, Jasper Johns al tavolo da lavoro, l’action painting convulso di Jackson Pollock, Vincent Van Gogh sorpreso nella sua celeberrima stanza.

www.artcardmike.com

www.littleartist.co.uk

www.joefig.com

Foto: Michael Leavitt, Keith Haring Living Dead
The Little Artists, Warhol’s Money
Joe Fig, Artist’s Studio: Roy Lichtenstein

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