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Daniel Spoerri, non per caso

di Stefano Bianchi

L’oggetto, nocciolo del suo operare d’arte, Daniel Spoerri l’ha incontrato in modo fortuito. E dall’oggetto ha intrecciato una serie infinita di combinazioni casuali. Ma in fin dei conti, l’artista rumeno/svizzero che fu tra i fondatori del Nouveau Réalisme, ha costruito sull’imprevisto l’oggettiva coerenza del proprio lavoro. Dall’inizio alla fine. Non per caso, quindi: come recita il titolo dell’antologica di Prato a lui dedicata, che presenta 120 opere provenienti dai maggiori musei d’Europa. Spoerri. L’imprevedibile Spoerri. Danzatore, teatrante e poeta in gioventù. Poi, genio dell’arte moltiplicata coi Tableaux-pièges (“quadri-trappola” creati fissando su tavole oggetti trovati, scarti, avanzi di libagioni, rifiuti) che hanno permesso al reale e alla sua immagine di coincidere. Quindi, artefice della Eat Art: l’arte del mangiare, ingordo interesse per cibo e cucina legati all’istinto del sopravvivere. Risultati: dal 1963, la trasformazione di gallerie d’arte e musei in ristoranti, la partecipazione al movimento Fluxus, l’organizzazione di surreali banchetti, la gestione di un Ristorante Spoerri e di una galleria Eat Art a Düsseldorf. Dalla fine degli Anni ’60, il colpo d’ala all’insegna dell’arcano, del tribale, della magia occulta. Daniel Spoerri che transita dalle “situazioni prodotte accidentalmente” al tema/tabù della morte investigato senza censure dopo aver subito la fascinazione dell’anatomia e della chirurgia, della genetica e della fisiognomica. Per cercare di capire il segreto della vita approfondendo il nostro destino di esseri fragili e vulnerabili.

Non per caso, si sviluppa dai Tableaux-pièges all’evoluzione della Eat Art; dai Pièges à mots (“trappole per parole”) e Détrompe-l’oeil (“disinganna l’occhio”), agli Objects de magie à la noix (“oggetti di magia balorda” fusi in bronzo); dalle Investigazioni criminali al Cabinet anatomique (“gabinetto anatomico”); da Corps en morceaux (“corpi a brandelli”), Tavoli da lavoro, Carnevale degli animali e Catena genetica del mercato delle pulci, fino agli Idoli di Prillwitz realizzati nel 2004 e 2006. Non sfugge alla retrospettiva la dimensione privata della ricerca “spoerriana”: lo svelarsi attraverso la memoria della Chambre N° 13 dell’Hôtel Carcassonne di Parigi, nell’incontro con Pablo Picasso (Vue Cubiste de la Chambre N° 13), nell’a-tu-per-tu con la morte e il riferimento a Marcel Duchamp (Memento Mori. La fille mère mise à nu per la mort, même), pedinando le tracce dell’infanzia (Les poupées), il demone dell’alcol (Santo Grappa), gli istinti del basso ventre (La mére du travesti; Bibliothèque de recettes). Epilogo del percorso museale, una sezione dedicata al Piccolo gabinetto di curiosità degli artisti del Giardino di Daniel Spoerri, che rimanda alla Fondazione costituita dall’artista a Seggiano, in provincia di Grosseto.

Daniel Spoerri, non per caso
Fino al 29 aprile, Sale espositive del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, viale della Repubblica 277, Prato
tel. 05745317
Catalogo Edizioni Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, € 30


www.centropecci.it

Foto: Criminal Investigation, Peche Interdite, 1979, Collezione dispari&dispari Project, Reggio Emilia
Les Poupées, 1990, courtesy Galerie Henze & Ketterer, Wichtrach/Bern
Santo Grappa, 1969, Kunstmuseum Solothurn

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