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Robert Mapplethorpe fra antico e moderno

di Redazione

Lo scandalo che inizialmente accompagnò la sua opera che visualizzava l’universo della pornografia (soprattutto omosessuale), era legato a una lettura superficiale della sua ricerca. L’operazione che stava dietro al mondo figurativo e all’”imagerieomoerotica rappresentata da Robert Mapplethorpe (1946-1988) era simile a quella compiuta da molti artisti delle avanguardie d’inizio ‘900: trasformare qualsiasi oggetto e qualsiasi soggetto, anche i più lontani dal mondo dell’Arte, in forme da contemplare. Mapplethorpe, fotografo còlto che conosceva la storia e le vicissitudini artistiche, sapeva perfettamente che una foto (così come un quadro o una scultura) “ritaglia” un oggetto dalla realtà per mostrarlo, al di là di ogni contesto, come pura forma. Dagli statuari corpi nudi, sia maschili sia femminili, fino alle fragili nature morte floreali, l’artista americano ha esplorato l’impeccabilità della forma.

Robert Mapplethorpe And The Classical Tradition, retrospettiva in cartellone al Guggenheim di Las Vegas, pone ancora una volta in luce le sue doti equilibriste in bilico fra innovazione e tradizione, scandalo e buon esempio, avanguardia e classicità. Mapplethorpe viene messo a confronto con l’arte del passato, ma non più con le sculture neoclassiche del Canova o i grovigli di corpi di Gericault, bensì con quella parentesi artistica che sul finire del ‘500 prese il nome di Manierismo. Per dare risalto alla muscolatura e alla torsione dei corpi, i manieristi hanno spesso violato i cànoni classici delle proporzioni perfette. Le loro figure erano spesso in posizioni così contorte e complesse da rasentare il grottesco. Le fotografie in mostra vengono presentate in un percorso che ne sottolinea il continuo confronto con le stampe e le incisioni fiamminghe del XVI° secolo. L’energia dirompente, la forza compressa, le figure serpentinate e i corpi tanto belli quanto potenti, sono i punti d’incontro fra 2 forme artistiche in apparenza così lontane. Il nudo di Thomas, racchiuso in un tondo di un’eleganza quasi déco, ricorda la tensione scultorea e le torsioni delle stampe di Hendrick Goltzius, così come i corpi statuari di Ken, Lydia and Tyler sembrano riproporre, con la loro simmetria e la loro perfezione, le atmosfere mitologiche e rarefatte delle Tre Grazie di Jacob Matham. L’opera di Mapplethorpe ha quindi modo di presentarsi sotto una nuova chiave di lettura, rivelando le caleidoscopiche capacità di trasformazione di uno dei fotografi più apprezzati del 20° secolo.

Robert Mapplethorpe And The Classical Tradition
Fino a febbraio 2007, Guggenheim Hermitage Museum at The Venetian, 3355 Las Vegas Blvd South, Las Vegas
tel. 001-702-4142440


www.guggenheim.org
www.mapplethorpe.org

Foto: Robert Mapplethorpe, Thomas, 1987, Guggenheim Museum, New York, © Robert Mapplethorpe Foundation
Hendrick Goltzius after Cornelis Cornelisz van Haarlem, Phaeton from The Four Disgracers, State Hermitage Museum, St. Petersburg, © 2006 State Hermitage Museum, St. Petersburg
Robert Mapplethorpe, Ken, Lydia and Tyler, 1985, Robert Mapplethorpe Foundation, © Robert Mapplethorpe Foundation

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