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Andy Warhol: religiosità e trash

di Stefano Bianchi

Si pensa a Andy Warhol (1928-1987) e alla sua Factory come a uno scandalo popolato da drag queens, tossici e bohémiennes sull’orlo di una crisi di nervi. Andy, del resto, fece di tutto per far apparire il più possibile “trash” la sua corte, e spesso “censurabile” la sua arte seriale. Ma c’è, al contrario, un aspetto poco conosciuto dell’artista Pop: il legame indissolubile con la spiritualità e la religione, in un complesso rapporto che lega vita e morte. Oltre ad essere un praticante che si recava a messa non solo la domenica, Andy Warhol andava fiero dell’origine rutena della sua famiglia costretta ad emigrare dalla Slovacchia. I Warhola professavano la religione “uniate”, cattolica, che si riunì alla chiesa d’occidente pur conservando particolare devozione nei confronti dei santi ortodossi.

Alla fede warholiana è dedicata questa retrospettiva che in 80 opere su tela, fotografie e video provenienti dal Warhol Museum di Pittsburgh rilegge il lavoro dell’artista come risultato di un’esistenza legata al culto tradizionale che interferisce con l’essere radicato nella più “fisica” e “proibita” modernità. Da qui, l’affresco The Last Supper non solo inteso come confronto postmoderno del capolavoro leonardesco, ma tributo alla salvezza dell’anima; i ritratti “iconici” di Marilyn Monroe, Jackie Kennedy e Liz Taylor; la percezione della morte come destino ineluttabile nei Disasters, nella Big Electric Chair e attraverso un classico simbolo della Vanitas, il teschio (Skull). E ancora: le croci (Crosses), la serie Eggs che allude alle uova come emblema della resurrezione, nonché la rivisitazione di gioielli dell’arte classica (Madonna Sistina, L’annunciazione di Raffaello, San Giorgio e il drago di Paolo Uccello), che testimoniano in Warhol la costante attenzione per la religiosità e l’immortalità nell’Arte.

Andy Warhol: Pentiti e non peccare più! (Repent and Sin No More!)
Fino al 7 gennaio 2007, DART, Chiostro del Bramante, via Arco della Pace 5, Roma
tel. 0668809035
Catalogo Skira, € 45


www.chiostrodelbramante.it


…e a Padova è arrivata The Bomb

Un’inedita scultura del 1967, raffigurante una bomba U.S. Air Force dipinta a spray, è il pezzo forte che la Vecchiato New Art Galleries di Padova espone come simbolo dell’Andy Warhol più provocatorio e massmediatico. L’unico “oggetto” di grande formato da lui realizzato si accompagna a 30 opere elaborate dagli Anni ’60 agli ‘80 fra cui la Campbell’s Soup Can Shipping Bag, il Dollar Bill e Joseph Beuys In Memoriam. Inoltre, vengono proiettati in galleria i suoi memorabili films underground: I a Man, My Hustler, Blow Job, Empire, Kiss, Mario Banana, The Chelsea Girl, Lonesome Cowboys, Nude Restaurant, Vinyl e The Velvet Underground & Nico.

Andy Warhol. The Bomb
Fino al 27 gennaio 2007, Vecchiato New Art Galleries, via Alberto da Padova 2, Padova
tel. 049665447/8561359
Catalogo Vecchiato New Art Galleries, € 40


www.vecchiatoarte.it

www.warhol.org

Foto: Self-Portrait, 1986
Dollar Sign, 1981
The Andy Warhol Museum, Pittsburgh
Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.
Bomb, 1967

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