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Gli assemblaggi di Robert Rauschenberg

di Stefano Bianchi

Erroneamente (ma fino a un certo punto) collocato fra i notabili della Pop Art, il texano Robert Rauschenberg (1925) si è puntualmente distinto per l’eclettismo che lo ha portato a concretizzare dipinti, sculture, collages, performances, costumi, scenografie e coreografie teatrali. Questa molteplicità di temi e di stili, affrontata con materiali e tecniche ogni volta differenti, ne ha fatto il precursore di tutti i movimenti artistici postbellici dopo l’Espressionismo Astratto. L’esposizione al Centre Georges Pompidou di Parigi si concentra per la prima volta sui Combines realizzati a partire dagli Anni ’50. Nel 1953, tornato da peregrinazioni europee e nordafricane, Robert Rauschenberg lavora alla serie dei Red Paintings: assemblaggi astratti, materici, inondati di pittura, che senza alcun ordine gerarchico intrecciano “objects trouvés”, immagini della cultura popolare e dei media (ecco la genialità del Rauschenberg pre-Pop), mitologia ed elementi tipografici.

Fra artigianato e “ready made”, iperattivismo gestuale e fedele riproduzione meccanica, l’artista concepisce il termine “combine” per delineare quelle opere in cui immagini e oggetti interagiscono con l’astratto cancellando i confini fra pittura e scultura. Quelle esposte al Beaubourg, dunque, sono opere più che mai rivoluzionarie che seguono un percorso cronologico capace di attraversare i Red Paintings del ’53 e ’54, i collages (’54-’55), la produzione massificata dei Combines (’55-’61) e la sempre più marcata tridimensionalità destinazione ’64: anno, fra l’altro, del premio ottenuto alla Biennale di Venezia come miglior artista straniero nonché portavoce dell’emergente Pop Art americana. Fra somma spettacolarizzazione ed enfasi teatrale, visioni ed esplosioni cromatiche, lavori come l’interattivo Black Market, il coreografico Minutiae, gli espressionisti astratti Factum I e Factum II, i “popular” Odalisk e Coca Cola Plan, il reale/radicale Monogram, non lasciano certo indifferenti. Semmai scuotono. Ipnotizzano. Fanno discutere. Sublimano il fascino dell’arte moderna che punta al “made in Rauschenberg”.

Robert Rauschenberg: Combines (1953-1964)
Fino al 15 gennaio 2007, Centre Georges Pompidou, place Georges Pompidou, Parigi
tel. 0033-1-44781233
Catalogo, € 49.90


www.centrepompidou.fr

Foto: Coca Cola Plan, 1958, Museo d’Are Contemporanea di Los Angeles (MOCA), Collezione Panza
Black Market, 1961, Museum Ludwig, Colonia
Minutiae, 1954, collezione privata, Svizzera
© Robert Rauschenberg / Adagp, Paris, 2006

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