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Ma il Dadaismo è morto?

di Redazione

Nel 1916, in una Zurigo affollata di rifugiati, rivoluzionari, critici e artisti di varia provenienza, nasce e si sviluppa sulle scene del Cabaret Voltaire il Dadaismo. Novant’anni dopo, si celebra uno dei movimenti artistici più irriverenti e dissacratori degli ultimi secoli. La collettiva DADADA. Dada e dadaismi del contemporaneo, seleziona oltre 250 opere con l’intento di esplorare il Dada e le sue conseguenze. Nel ’24, il poeta rumeno Tristan Tzara, tra i fondatori del movimento, lancia l’annuncio funebre che ne decreta a chiare lettere la fine: “DADA È MORTO”. Da allora, però, ci si è chiesti più volte se fosse davvero così. Nel ’58, Man Ray inizia a manifestare la sua titubanza domandandosi se il Dadaismo non avesse in realtà lasciato aperta una porta sul futuro. E oggi, a quasi un secolo dalla nascita, il curatore della mostra Achille Bonito Oliva dà la sua risposta affermando che «Dada è vivo e lotta con noi». E cerca di fornire all’evento una lettura che dal Dadaismo storico possa giungere ai dadaismi del contemporaneo, con l’intento di dimostrare che Dada non fu solo un rinnovamento dei linguaggi dell’Arte, ma un vero e proprio stile di vita, una particolare disposizione dello spirito che non ha ancora smesso di dare i suoi frutti.

Dada era ed è un atteggiamento verso l’Arte e la vita che non ammette conformismi; una carica destabilizzante che cambia le regole della morale comune, sconcerta il buonsenso, elegge (Duchamp insegna) l’orinatoio a icona museale e dipinge i baffi su uno dei simboli con la maiuscola: la Gioconda. Dada era ed è voglia di giocare rompendo la camicia di forza delle regole. La mostra pavese si divide in 2 sezioni: DADADA, che divulga le esperienze all’origine del movimento e le opere dei suoi fondatori; Dada e dadaismi del contemporaneo, che analizza le conseguenze artistiche sulle nuove avanguardie: dalla poesia visiva alla video arte; dalla fotografia alle installazioni. Di conseguenza, le opere di artisti quali Marcel Duchamp, Man Ray, Paul Citroën, Hans Richter, Raoul Hausmann e Hannah Höch testimoniano che la fiamma vitale e polemica del Dada e ben lungi dall’esaurirsi.

DADADA. Dada e dadaismi del contemporaneo. 1916-2006
Fino al 17 dicembre, Castello Visconteo, viale XI Febbraio 35, Pavia
tel. 038224376
Catalogo Skira, € 30


www.comune.pv.it/museicivici

Foto: Man Ray, Metronomo, 1965
Man Ray, Cadeau, 1921
Marcel Duchamp e Man Ray, Stéréoscopic Film, 1973

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