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Lo stile Lempicka

di Redazione

Occhi grandi e un poco artificiali. Bocca facile al sorriso e rossa dei più rari “rouges” parigini. Questa era Tamara de Lempicka (1898-1980), donna che non passava certo inosservata, simbolo di un’epoca e icona di uno stile. La retrospettiva milanese a lei dedicata propone 60 dipinti e 10 disegni, di cui metà mai esposti in Italia o più esibiti dopo la personale del 1925 organizzata da Emanuele Castelbarco a Bottega di Poesia, che decretò il successo della pittrice a livello internazionale. La mostra, in 12 sezioni, ripercorre la carriera di questa fascinosa artista polacca che dagli ultimi splendori della corte zarista approdò alla più severa Milano del gruppo Novecento, dopo aver respirato il fermento culturale di una Parigi ombelico del mondo. Tamara de Lempicka cosmopolita, dunque. Dal punto di vista geografico e culturale. Capace di attraversare a passo sicuro la Storia e i suoi stili: il Cubismo russo-francese e il “ritorno all’ordinefranco-italiano; l’Arte del Rinascimento e i manifesti pubblicitari. Cogliendo qua e là spunti e riferimenti che sotto la lente della sua trasfigurante rilettura personale si trasformano in quel particolare “stile Lempicka” che non ha ancora cessato di stupire.

Magdeleine Dayot, direttrice di L’Art et les artistes, sottolineò nel ’35 “il gusto innato per i contrasti” della pittrice; “il curioso melange di estremo modernismo e purezza classica” che provoca e conquista. Quello di Tamara è uno stile personalissimo, caratterizzato da una spiccata tendenza alla deformazione e all’ingigantimento dei volumi. Racchiuse in cornici che stentano quasi a contenerle, troviamo donne dalla manieristica forma serpentinata, avvolte in svolazzanti veli di reminiscenza botticelliana, che lasciano intuire seni e cosce di fulgida carnalità. Troviamo Veneri frivole e bizzarre che ripropongono i gesti studiati e gli abiti delle “mannequins” che sfilano sulle passerelle. Cappelli “à la cloche”. Maglie dai disegni “jacquard” e fili di perle. Auto sportive, lucenti e aerodinamiche. Sfondi metropolitani dai profili aguzzi che sembrano tagliati nella lamiera. Il mondo che la Lempicka racchiude nei suoi quadri è quello che la circonda: fatuo e glamour, che cerca di nascondere sotto una patina di lusso e frivolezza il dolore e la tragedia. Quel mondo iniziato nei folli Anni ’20, di cui non abbiamo ancora visto la fine.

Tamara de Lempicka
Fino al 14 gennaio 2007, Palazzo Reale, piazza Duomo, Milano
tel. 0254919
Catalogo Skira, € 40

www.tamaradelempicka.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

Foto: Portrait de la Duchesse de la Salle, 1925, Collezione Wolfgang Joop
Portrait du Prince Eristoff, 1925, USA, collezione privata, courtesy of Barry Friedman Ltd, New York
Kizette en rose, 1926, Nantes, Musée des Beaux-Arts, © Photo RMN / © Gérard Blot

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