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Keith Haring: ideogrammi Pop

di Stefano Bianchi

Figura emblematica dell’art scene newyorkese Anni ’80, Keith Haring (1958-1990) ha incarnato coi suoi graffiti e le sue sculture l’essenza del “popular”: comprensibile a chiunque, da esprimere ovunque. «La gente capisce il mio lavoro – ebbe modo di spiegare l’artista – perché lo ‘sfoglia’ come fosse un libro illustrato. Elaboro figure che sono al tempo stesso semplici e complesse, come ideogrammi». L’universo/happening di Haring dipinto su grandi tele, negli anfratti della metropolitana, sui muri, su anfore di terracotta, si è nutrito in 12 anni di produzione non-stop di simboli inconfondibili: cani (che identificano la natura), dischi volanti (potenza), computers e televisori (tecnologia de-umanizzante), serpenti (energia o pericolo), piramidi (antiche civiltà e tradizioni), Mickey Mouse (cultura pop). L’icona delle icone, l’umana silhouette da cartoon chiamata Radiant Child, concentrando su di sé vita, energia, gioia e speranza nel futuro si è trasformata nel più conosciuto “marchio di fabbrica” di colui che nell’86 inaugurò a downtown Manhattan un Pop Shop dove rendere acquistabile la sua arte-in-gadget.

L’iconografia del significato universale sponsorizzata da Keith Haring, trova la sua ideale visibilità nella retrospettiva parigina alla Galerie Jérôme de Noirmont che propone una dozzina di opere su carta (fra cui i Subway Drawings disegnati col gessetto nella metro di New York nell’81), le illustrazioni elaborate per la 24 ore di Le Mans automobilistica (’84) e i 17 Blueprint Drawings serigrafici ultimati nel ‘90 poco prima di morire. Di grande interesse le sculture in mostra, approcciate a partire dall’85 come logico sviluppo tridimensionale e ipercolorato delle famose silhouettes: Julia (’87), Stacked Figures (’87), Self-Portrait (’89), Untitled (3-D Pyramid) e Untitled (Concrete Totem) dell’89. Folle e caleidoscopico Jouets & Cie, gigantesco murale eseguito nell’86 in un negozio della capitale francese e presentato lo scorso anno alla Triennale di Milano, che col suo intreccio di animali e bimbi testimonia la spontaneità infantile di parecchie opere “made in Haring”.

Keith Haring
Fino al 30 ottobre, Galerie Jérôme de Noirmont, avenue Matignon 38, Parigi
tel. 0033-1-42898900


www.denoirmont.com
www.haring.com

Foto: Julia, 1987
Untitled (Jouets & Cie, Paris), 1986
Untitled (3-D Pyramid), 1989
© The Estate of Keith Haring. Courtesy Galerie Jérôme de Noirmont, Paris

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